Impianti, il mistero dell’agibilità

“Non sono idonei per lo sport, ma possono ospitare concerti con oltre 20mila spettatori – Prende il via la stagione dei grandi eventi musicali o teatrali, svolti all’aperto ed agli sportivi rimane un cruccio: «Come può un impianto sportivo dichiarato inagibile, diventare improvvisamente idoneo ad ospitare anche 20.000 spettatori?». Lo abbiamo chiesto ad un esperto dell’impiantistica sportiva e dell’allestimento di eventi, l’ingegnere Renzo Botindari, consigliere dell’Ordine, per circa un biennio alla cura dell’impiantistica comunale e che vanta una esperienza ventennale, avendo collaborato alla realizzazioni di eventi quali Italia-Usa di Coppa Davis, Coppa degli Assi ed Internazionali di tennis di Sicilia. «Si è fatta sempre grande confusione – dice Botindari – anche tra gli operatori del settore. Un impianto, come qualunque fabbricato, deve essere dotato di una agibilità, che altro non è, una volta acquisiti i collaudi tecnici ed amministrativi, che un mero riscontro di tutte le certificazioni in dotazione all’immobile, necessarie dichiararlo agibile per gli scopi per il quale è stato costruito».
Perchè si afferma che tutti gli impianti sportivi comunali non sono dotati di agibilità?
«Anche qui si è ingenerato un falso problema. Si è vissuto nell’equivoco che un impianto, essendo costruito dal Comune per fruibilità pubblica, non dovesse necessitare di questo atto, vista la
committenza interna, in quanto la redazione dei collaudi finali dell’opera conteneva le informazioni necessarie allo scopo».
E quindi, il concetto di agibilità è sempre sulla cresta dell’onda.
«Certamente, soprattutto quando l’impianto serve per una manifestazione non sportiva. In questo caso è la Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli che rilascia a seguito
dell’esame dell’istanza, l’agibilità tenendo conto di quanto previsto dal TULS. Quindi, la commissione, dopo esaminato il progetto, i lavori e gli adempimenti, si esprime per tutte quelle strutture che possono contenere eventi con pubblico. Spesso, anche qui si equivoca, volendo adattare a teatro ciò che nasce per altri scopi, ed allora l’allestimento tecnico e la verifica degli adempimenti di base, diventano oggetto di attenzione della Commissione che esprimerà per quella manifestazione e per quella specifica data, l’autorizzazione a svolgere il pubblico spettacolo determinando la massima capienza consentita, sempre che le disposizioni necessarie vengano attuate, e spesso ciò avviene grazie all’intervento diretto dei privati».
(da LA SICILIA – DEL 18LUG2010 – di Fabio Cocchiara)