Si approssima la data della prima di “La Misura”, 6° episodio di “Leggendo Epruno” che andrà di scena Domenica 15 Ottobre alle ore 18.00 al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo. Proviamo a sapere di più su Epruno, l’autore che i lettori de ilSicilia.it hanno imparato a conoscere quest’anno per il suo appuntamento con l’editoriale del venerdì il quale proverà a sua volta a spiegarci, ripercorrendo ormai una esperienza pluriennale, attraverso il web, la TV, la radio e i palcoscenici, cosa è “Leggendo Epruno”.

Chiediamo innanzitutto: Perché Epruno? “Epruno è uno pseudonimo nato più di 15 anni fa che mi accompagna nella scrittura attraverso i vari strumenti di comunicazione e mi permette di svincolarmi da certi schemi rigidi e di impostare, attraverso una lettura ironica di ciò che ci circonda, una rapporto alla pari con chiunque riesca ad avere, citando un grande personaggio del passato, una affinità elettiva”.

Epruno è un ingegnere? “Si è anche un ingegnere, è quella seconda personalità che quasi tutti gli ingegneri hanno. Personalmente non mi piace apparire molto, mi piace di contro essere ascoltato, letto, apprezzato ma non imponendo la mia immagine o il mio ruolo. Per 15 anni mi sono nascosto dietro un “palluto soggetto” che giungeva stremato alla fine della settimana, poi siete arrivati Voi e il mio Amico editore che mi ha chiesto di svelare la mia vera identità, casualità ha voluto che smettessi di ricoprire funzioni istituzionali e non ho trovato alcuna difficoltà affinché si sapesse che Epruno era Renzo Botindari”.

A quale funzione si riferisce? “Mi sono dedicato per anni al volontariato presso il mio Ordine Professionale, sono anche stato consigliere e vicepresidente provinciale, ma penso poco importi ai nostri lettori in questo contesto. Epruno non ha mai interferito con Renzo, sono due vite a compartimento stagno che tengo gelosamente separate e specialmente per ciò che riguarda la mia vita privata”.

La sua attività di volontariato ha influito in ciò che scrive? “La mia esperienza ordinistica della quale rimango orgoglioso, ha influito come qualunque altra esperienza di lavoro e non e come qualunque dei molteplici ambienti da me frequentati mi ha permesso di conoscere personaggi, situazioni, di studiare meglio l’individuo con le sue caratteristiche e debolezze arricchendomi di umanità, ma già da qualche tempo è un’esperienza archiviata”.

L’origine di Epruno? “L’origine di tutto sono degli editoriali postati sul web, il primo dei quali denunziava gli abusi di autorità da parte di un consigliere di quartiere dal titolo “tu solerte consigliere”. Da lì la creazione di una community di amici e conoscenze selezionate visto il contesto lavorativo nel quale mi muovevo che settimanalmente veniva raggiunta dal “palluto” scrittore, insieme a una sorta di selezione dal web di quanto di meglio ci aiutasse ad avere una visione leggera e positiva almeno per il fine settimana. Ciò accadeva soltanto 16 anni fa.

Poi l’incontro con CULT rivista di costume locale dal 2006 al 2014, nel quale troverò ospitalità mensile con i miei editoriali. Successivamente nel 2009 l’incontro con Mario Caminita nota “voce”, dj, presentatore e oggi soprattutto un amico che mi darà l’opportunità di scrivere e condurre in radio insieme a lui un programma che durerà sei stagioni, “La voce di Epruno” che in breve diventerà un “cult”. Infine la collaborazione a titolo amichevole con la testata ilSicilia.it e una breve collaborazione sempre attraverso la scrittura di brani settimanali, con l’amica Paola Carella in un suo format in video sull’universo femminile.

L’opportunità di farne un momento d’incontro teatrale nasce dall’invito di Fabio Lannino, organizzatore di eventi e musicista, che mi invita, a Villa Filippina, ad una rassegna da lui pensata di “parole e musica”, una sorta di salotto dove l’autore e un paio di ospiti discutono mettendo dei brani significativi per la loro vita. Preso alla sprovvista ma stimolato dall’idea, decido di reinterpretarla in maniera molto artigianale, scegliendo 10 miei editoriali pubblicati sul web e facendoli leggere da amici della community, con un sottofondo musicale pre-registrato, spostando l’attenzione dal salottino al legio ed ai sui lettori. Visto il discreto seguito lo stesso Fabio mi chiederà di replicare quello che lui ancora oggi chiama “un Epruno”, nell’ambito dei seminari a corredo del Womad a Villa Igiea nella “Sala dei Giochi Francesi” e successivamente al Ditirammu del compianto Vito Parrinello.

Queste opportunità mi daranno l’occasione per far crescere e perfezionare il format da me ideato, con l’aggiunta di supporti multimediali di pari importanza a sostegno dell’antologia di editoriali, mantenendo la caratteristica dei lettori dilettanti scelti tra personaggi autorevoli della nostra città in amicizia. Sfogliando le foto delle precedenti edizioni capiterà incontrare il Provveditore Regionale alla P.I. o il professore universitario, il Vicepresidente della Provincia o del Consiglio Comunale, il noto grecista, il famoso giornalista e anche altri stimati professionisti. Questo è leggendo Epruno, entri con l’aspettativa di ridere ed esci con qualche sorriso, tanti spunti di riflessione e perché no, anche qualche lacrima”

Il pubblico? “I nostri spettatori si alimentano dalla community web www.epruno.it e dal gruppo di Facebook “Io leggo Epruno” ed inoltre di volta in volta attraverso amici che scoprono questo momento d’incontro e ritornano con altri amici.”

Perché la scelta del Santa Cecilia? “Perché in una città che lentamente muore, un messaggio riflessivo e ironico, ma pieno di speranza come quello di Epruno non poteva che realizzarsi in una struttura che rinasce e che diventa simbolo di una città che vuole invertire la tendenza, forte di una tradizione importante.

Lo scorso anno, festeggiamo la riapertura con un brano da me dedicato alla storia di questo teatro dal titolo “se queste pietre potessero parlare”. E’ stato un modo per festeggiare il nostro arrivo in un contesto così prestigioso e per ringraziare Fabio Lannino delle opportunità datemi di cui sopra, ho chiesto la sua presenza quale musicista, in compagnia di Diego Spitaleri e Ciccio Drummer Runner. Importantissimo è stato il contributo in amicizia per l’audio e per le luci offerto da Roberto Fontana e AVL che ha aumentato la qualità del prodotto. Quest’anno non ho voluto appesantire la produzione per consentire a quanti più amici di presenziare, ritornando alla tradizione del format con le basi musicali nel contesto multimediale da me personalmente realizzato.”

Di cosa parlerà “Leggendo Epruno” e chi leggerà quest’anno? “Parleremo della misura o meglio di come il genere umano abbia perso la misura in tutto. Insieme a Mario Caminita, storico complice di questo “seri cazzeggio”, si alterneranno “Manfredi Agnello, Tiziana Caccamo, Carmelo Castronovo, Antonella De Francesco, Totò Cianciolo, Nadia Spallitta, il sottoscritto, Mariella Vanadia, Gaetano Perricone, Fabio Cocchiara, Silvia Testa, Maurizio Salustri e Andrea Sorci, in rigoroso ordine di apparizione. Oltre alla disponibilità di questi miei “noti Amici”, non escludo anche qualche sorpresa.”

Alla fine, da “solerte consigliere” ad oggi? “Del solerte consigliere non c’è più traccia, se non la memoria che io ne ho tramandato, Epruno è ancora qua e vi resterà fin quando avrò il piacere di continuare a scrivere”.

(Cultura – Palermo LO SPETTACOLO – “Leggendo Epruno” al Teatro S. Cecilia. Intervista a Renzo Botindari [FOTOGALLERY] – di Redazione)
(http://www.ilsicilia.it/leggendo-epruno-al-teatro-s-cecilia-intervista-a-renzo-botindari-foto/)